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mercoledì 11 novembre 2015

Comunicato Stampa di Mountain Wilderness Italia contro iul " reality" al Monte Bianco


Considerando il livello del “reality” ambientato al Monte Bianco e mandato in onda da RAI 2, sarebbe forte la tentazione di non perdere tempo per illustrare le ragioni del nostro deciso dissenso. Se non fosse che il messaggio diffuso da quella trasmissione, giungendo con abusiva autorevolezza a un pubblico vasto e in maggioranza disinformato, tradisce radicalmente il significato dell’incontro tra gli esseri umani e la montagna, riducendolo a una banale e ridicola competizione ludico-circense, di cui sono protagonisti personaggi improbabili, platealmente impreparati.
Nessuno di noi grida allo scandalo in nome di una pretesa sacralità delle Alpi; perché di per se stesse, nella loro asettica accezione geografica, le montagne non sono che informi mucchi di roccia e ghiaccio. Noi difendiamo le ragioni e i sentimenti di chi ha fatto profondi e sofferti investimenti affettivi su quegli ambienti così particolari e selvaggi, ultime superstiti oasi di wilderness nel cuore del nostro continente. Ragioni e sentimenti che oggettivamente la trasmissione in oggetto umilia, delegittima e offende. Ma difendiamo anche – in positivo - la proposta potenzialmente formativa che può derivare da quelle esperienze in alta montagna, se correttamente vissute e interiorizzate. Cioè esattamente il contrario di quanto sembra suggerire la trasmissione di RAI 2.
Come è stato autorevolmente denunciato dal nostro comitato etico-scientifico ( vedi allegato), rattrista constatare che alcune guide professioniste si siano prestate a questa penosa farsa, avendo alla loro testa un alpinista di indubbia fama, guadagnata non solo sulle Alpi ma anche in Himalaya. Ciò a nostro avviso dimostra, purtroppo, che spesso chi ha fatto dell’alpinismo la propria professione progressivamente può finire col perdere di vista le implicazioni etiche che sole giustificano l’avventura tra i monti e la nobilitano. Avventura intesa come ricerca dei propri limiti ,della propria verità interiore, della individuale aspirazione alla libertà. E come a volte proprio coloro che hanno compiuto grandi imprese abbiano maturato una visione asfittica e fuorviante dell’alpinismo, perché pongono tra se stessi e la montagna il filtro sterilizzante del proprio super-io.
Ridurre la sfaccettata ricchezza motivazionale dell’alpinismo a una gara improvvisata tra incompetenti, realizzata a vantaggio delle telecamere, significa invitare il pubblico a ignorare la paziente preparazione psico-fisica che una consapevole frequentazione della montagna richiede e impone, con serie conseguenze anche a livello della sicurezza di chi alla montagna intenderà poi avvicinarsi.
Per anni, in gioventù, abbiamo sorriso con ironia leggendo sulla tessera del Club Alpino la frase di Guido Rey che diceva: “ Io credetti e credo la lotta con l’Alpe utile come il lavoro, nobile come un’arte, bella come una fede.” Ma ora, di fronte a questa penosa mercificazione televisiva dobbiamo ricrederci. E’ mille volte preferibile la retorica ingenua di Rey della diseducativa e volgare proposta veicolata dal “reality” di RAI 2.

Il Consiglio Direttivo di Mountain Wilderness Italia

Allegato
PARERE DEL COMITATO ETICO-SCIENTIFICO DI MOUNTAIN WILDERNESS ITALIA
Poche settimane fa, nella nostra qualità di componenti del Comitato etico-scientifico di Mountain Wilderness Italia, avevamo sottoscritto un documento in cui si manifestavano motivate perplessità riguardo all’ ammodernamento degli impianti funiviari presenti sul versante italiano del massiccio del Monte Bianco. Il testo così si esprimeva: “….Apparentemente più circoscritta è la reazione negativa causata dall’inaugurazione trionfale della nuova funivia a cabine rotanti che dalla frazione di Entreves ( Courmayeur) raggiunge in due campate la punta Helbronner, situata esattamente sul confine tra Italia e Francia. Va chiarito che la punta Helbronner era già stata manomessa da tempo per accogliere la piccola bidonvia proveniente dal Rifugio Torino vecchio e per ospitare la stazione di partenza dei carrelli che, attraverso la Vallée Blanche, raggiungono la Aiguille de Midi in Francia. In prima battuta lo scandalo riguarda solo le dimensioni spropositate della nuova stazione di arrivo, il suo carattere di centro di ristorazione e intrattenimento e il sospetto che il nuovo manufatto abbia invaso, neppure tanto marginalmente, il territorio francese senza averne ottenuto la formale autorizzazione dal competente ministero dell’ambiente di Parigi. Inoltre desta sconcerto anche la trasformazione della stazione intermedia ( Pavillon di Mont Frety) in un magniloquente edificio predisposto per ospitare centri commerciali, convegni, proiezioni cinematografiche.
Questi i fatti. Ma al dilà dei fatti è la proposta “culturale” che tali fatti sottintendono e promuovono a rendere perplessi. Tutta l’operazione rispecchia un atteggiamento nei confronti della integrità della alta montagna arrogante e banalizzante, in una prospettiva di sfruttamento ludico-consumistico di bassissimo conio, a prescindere dalle trovate architettoniche. Le Alpi sono ancora in gran parte un “continente” d’alta quota libero dalle cicatrici infette prodotte dagli interessi aggressivi delle forze economiche che continuano a orientare i bisogni e le aspirazioni delle comunità locali, ottenendone spesso il consenso. Luoghi privilegiati ma sempre più fragili in cui chi davvero lo voglia può ancora sperimentare un incontro con la natura autentico e non condizionato. In tale prospettiva il massiccio del Monte Bianco dovrebbe porsi e essere difeso come il centro di eccellenza di questo “continente” e del suo fondamentale ruolo etico e culturale; vediamo invece che proprio lassù si concentrano oggi i più dannosi progetti di sfruttamento. Il silenzio grandioso dei ghiacciai umiliato dal continuo sfarfallare di elicotteri e aerei turistici, l’edificazione di rifugi sempre più invadenti e simili ad alberghi, le vette trasformate in terrazze panoramiche con pavimenti di vetro per sperimentare senza pericolo il brivido del vuoto: tutto conduce verso la riduzione dell’esperienza possibile in direzione di uno svago da luna park. Giusta e più che giustificata dunque appare la battaglia che – seppure a cose fatte – portano avanti le associazioni ambientaliste con in testa Mountain Wilderness. Perché questa deriva consumistica resti un caso isolato di incultura e non le sia permesso di estendere il contagio”.
Purtroppo i nostri timori hanno trovato immediata conferma: la RAI, con l’appoggio della società che gestisce la nuova funivia, ha deciso di realizzare, tra le vette e i ghiacciai del Monte Bianco, in questa stessa estate, una sorta di “ Isola dei Famosi”, utilizzando il corpo delle guide di Courmayeur per condurre su scivoli ghiacciati, creste affilate e pareti rocciose un gruppo eterogeneo di personaggi noti al grande pubblico televisivo, ma del tutto digiuni di alpinismo. Contro questa sconsiderata mercificazione spettacolare dell’alta montagna si sono immediatamente levate le voci delle associazioni ambientalistiche e soprattutto dal Club Alpino Italiano. Sconcerta chiunque abbia a cuore il “senso” dell’esperienza alpinistica, constatare che le guide valdostane, pur essendo eredi di una nobile tradizione, si prestino a contribuire – senza arrossire - a una simile umiliante farsa. Il comitato etico-scientifico di Mountain Wilderness Italia concorda pienamente con la vibrante denuncia lanciata dal Club Alpino Italiano e invita i responsabili della RAI a recedere da una simile, squallida e diseducativa profanazione.
Firmano per il Comitato Etico-Scientifico
per il Comitato Etico-Scientifico:
Prof. Luisella Battaglia: ordinario di Filosofia Morale e Bioetica, Università di Genova.
Prof. Pietro Bellasi: già docente di Sociologia dell’Arte, Università di Bologna
Dr. Salvatore Bragantini: economista e editorialista del Corriere della Sera. Alpinista.
Prof. Remo Bodei: ordinario di Filosofia Teoretica, Università di Los Angeles e di Storia della Filosofia e Estetica, Normale di Pisa
Prof. Luisa Bonesio: già prof. di Estetica e Geofilosofia del paesaggio, Università di Pavia
Prof. Duccio Canestrini: docente di Antropologia del Turismo, Università di Lucca. Probiviro dell’associazione italiana Turismo Responsabile.
Dr. Alberto Cuppini: esperto in energie rinnovabili
Enrico (Erri) De Luca: romanziere, poeta, traduttore, saggista. Alpinista.
Fausto De Stefani: Alpinista, garante di Mountain Wilderness International. Presidente onorario di Mountain Wilderness Italia
Dr. Massimo Frezzotti: dirigente ricerca ENEA, già responsabile dell’ unità tecnica Antartide. Presidente del comitato glaciologico italiano; Alpinista.
Maurizio Giordani, alpinista, guida alpina. Garante di Mountain Wilderness International
Prof. Carlo A. Graziani: ordinario di Istituzioni di Diritto Privato, Università di Siena. Già presidente del Parco Naz. dei Sibillini
Alessandro Gogna, alpinista, guida alpina, scrittore, giornalista. Garante di Mountain Wilderness International
Prof. Cesare Lasen: già presidente del Parco Naz. delle Dolomiti Bellunesi; botanico e protezionista
Prof. Sandro Lovari: ordinario di Scienze Ambientali e Fauna, Università di Siena
Prof. Paolo Maddalena : prof di Diritto per il patrimonio culturale e ambientale. Università della Tuscia; magistrato. Già Giudice Costituzionale.
Dr. Mario Maffucci: già dirigente RAI. Giornalista. Esperto in comunicazione.
Prof. Ugo Mattei: ordinario di Diritto Civile, Università di Torino. Competenze in giurisprudenza, beni comuni e ambiente montano
Franco Michieli, scrittore, pubblicista, alpinista. Garante di Mountain Wilderness International.
Carlo Alberto Pinelli, alpinista, regista, scrittore. Docente di Cinematografia Documentaria, Università Suor Orsola Benincasa, Napoli. Garante di Mountain Wilderness International
Prof. Stefano Rodotà: prof. Emerito di Diritto Civile, Università La Sapienza, Roma. Già garante per la privacy. Già membro del Parlamento. Strenuo difensore dei diritti comuni.
Arch. Francesco Scoppola. Direttore Generale Beni Culturali, Ministero dei Beni Culturali e del Turismo. Alpinista
Dr. Stefano Sylos Labini: dirigente ENEA, geologo, esperto di energie rinnovabili e politiche economiche
Prof. Francesco Tomatis, alpinista; ordinario di Filosofia Teoretica, Università di Salerno. Garante di Mountain Wilderness International.
Dr. Stefano Unterthiner : firma del National Geographic. Zoologo e fotografo.




martedì 20 ottobre 2015

Buongiorno,
scrivo in qualita' di Presidente dell'Associazione PapignoPesche, come 'nativa' papignese e come ricercatrice.
Proprio in questi giorni, nell'ambito del progetto culturale che stiamo portando avanti da alcuni anni nel territorio di Papigno  - che ha gia' visto il recupero degli orti terrazzati del paese e la cura e riproduzione di alcuni antichi peschi -, abbiamo avviato una ricerca volta al recupero della nostra identita' culturale anche attraverso lo studio dell'incidenza che 'lo stabilimento' (come lo chiamavamo noi 'confidenzialmente'...) ha avuto sulla salute e sull'ambiente.
Vogliamo che finalmente sia scritta la storia di chi nella fabbrica di calciocianamide ha lavorato, di chi ne ha respirato i fumi vivendoci a pochi metri, di chi ha visto devastati campi produttivi e bruciare giorno dopo giorno le foglie delle proprie piante, finche' quel territorio e' diventato 'altro', finche' non se n'e' persa l'identita' e con essa la salubrita' dell'aria, del suolo e delle acque.
Vogliamo che la nostra storia sia conosciuta e ci aiuti a capire se un altro scenario era possibile, come poteva essere e come non e' stato il nostro futuro. Vogliamo capire come il nostro paesaggio e' stato distrutto ed irrimediabilmente inquinato. Vogliamo leggere dai documenti d'epoca come e perche' il paesaggio che sconvolse con la sua bellezza e prosperosita' i viaggiatori del Grand Tour e' stato alterato a tal punto da aver ottenuto indietro un SIN fra i piu' inquinati d'Italia.
Credo, crediamo, fermamente che sia un nostro diritto poter accedere ai documenti dell'archivio della Societa' Carburo di Calcio; credo, crediamo che moralmente ci appartenga di diritto, che possa essere almeno una piccola forma di 'risarcimento' ideale per quello che abbiamo subito e le sue conseguenza, ferite ancora aperte nel territorio.
Chiediamo di non dover interrompere la nostra ricerca sulle fonti storiche e di poter accedere all'archivio della Societa' Carburo di Calcio cosi' come abbiamo fatto finora nell'Archivio Storico della Citta' di Terni, dove era giusto e generoso lasciarlo come patrimonio indiscusso della stessa.
Restiamo in attesa di una vostra che ci indichi come, dove, quando poter proseguire i nostri studi.
Ringraziamo per l'attenzione
Dott.ssa Maria Cristina Garofalo

sabato 5 settembre 2015

Il Comune di Norcia nega l'accesso agli atti per il PAMS



Comunicato stampa del 5 settembre 2015

Il Comune di Norcia non concede l’accesso agli atti: ovvero, le bugie hanno le gambe corte

Comunichiamo che l’Associazione Mountain Wilderness Italia sta predisponendo, tramite suo legale, il ricorso al TAR dell’Umbria in merito alla mancata risposta (favorevole o diniego) del Comune di Norcia alla richiesta di accesso agli atti effettuata il data 15 luglio 2015, via PEC, con oggetto:  “Piano mobilità dolce per Castelluccio di Norcia (PAMS), Ordinanza N. 49 del 16-06-2015 (e relativi allegati), studio di fattibilità e ogni altro documento correlato.”
Specifichiamo che, la stessa, venne inviata dopo molte segnalazioni giunteci ed aver constatato di persona lo stato di degrado in cui versavano i Piani di Castelluccio non solo per la incontrollata pressione automobilistica, ma anche e soprattutto per le ‘soluzioni’ (peggiori dei mali) attuate dal Comune di Norcia con la creazione di devastanti parcheggi. 
Solo ed esclusivamente dall’Ordinanza di cui sopra, reperita senza allegati on line, abbiamo appreso del PAMS, e non già dalle “ampie comunicazioni” e dalle “riunioni aperte” vagheggiate dal Sindaco nella nota del 12 agosto u.s. (anche a noi indirizzata, ma mai pervenuta…così come ad Associazione Mediterranea per la Natura, Comitato Acqua Pubblica Terni,…).
Siamo tornati a sollecitare con una seconda PEC la nostra richiesta, in data 21 agosto, ma anche stavolta nulla ci è pervenuto oltre l’automatico certificato di accettazione rilasciato dal mail system.
Come si evince dalle date, immediatamente a seguito della scoperta dell’esistenza del PAMS, ci siamo mossi per prenderne visione e saperne di più. Ma, contrariamente a quanto il Sindaco afferma attraverso aggressivi comunicati stampa e lettere di risposta (spedite irregolarmente chi sì e chi no), quando si chiedono gli atti –-in accordo con la legislazione corrente, che addirittura ne semplifica la prassi per le Associazioni Ambientaliste -, non solo essi non vengono forniti, ma neppure viene data risposta, motivazione, o alcunché.
Ultimo ma non ultimo, da un’interrogazione presentata in Regione da un Consigliere di minoranza, prendiamo atto di questa risposta: “In riferimento alla Sua richiesta di accesso agli atti del 22/08/2015 relativa al Piano di Azione per la Mobilità sostenibile (PAMS) per Castelluccio di Norcia, si comunica che lo scrivente Servizio non è stato interessato da alcun procedimento autorizzativo del citato PAMS né ha concesso alcun contributo regionale per tale finalità e pertanto non è in possesso di alcun tipo di documentazione riguardante il suddetto Piano.”
Cosa significa allora questo passaggio nell’Ordinanza n 49 del 16 giugno 2015?!?!? (“questo Comune…sta portando a termine, nell’ambito dei progetti finanziati dal Ministero dell’Ambiente e della Regione dell’Umbria,in collaborazione con il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, lo Studio di un Piano di azione per la mobilità sostenibile (PAMS).“?!?!?
Risulta francamente difficile anche ai più puri e buoni di cuore concedere il beneficio del dubbio sulla ‘visione ambientalista’ e la benevolenza partecipativa e democratica ad un’Amministrazione così gestita.
Mountain WIlderness Italia Onlus                             Gruppo Regionale Umbria Mountain Wilderness
(Presidente Prof. Carlo Alberto Pinelli)                      (Dott.ssa Maria Cristina Garofalo)

lunedì 27 luglio 2015

Appello per Castelluccio


Questo e' l'Appello per Castelluccio che le Associazioni:Mountain Wilderness, WWF Umbria e Marche, Pro Natura Marche, Mediterranea per la Natura, Gruppo di Intervento Giuridico, Lupus in Fabula, Comitato Acqua Bene Comune Terni, Il Prof, Bernardino Ragni hanno inviato al ;imistero Ambiente, al Parco Nazionale dei Monti Sibillini, alla Regione Umbria, alla Provincia di Perugia, al Comune di Norcia. Chiunque voglia (singoli o associazioni/comitati) puo' sottoscriverlo segnalandocelo e spedendo lo stesso appello con la propria firma agli stessi indirizzi.
Questo Appello e' stato sottoscritto ieri anche da Fausto De Stefani alpinista, ambientalista Presidente onorario e Garante Internazionale di Mountain Wilderness.
Grazie per il sostegno che vorrete dare a questa iniziativa per la salvaguardia di uno degli ultimi preziosi ed irripetibili spazi naturali rimasti.

lunedì 27 aprile 2015

Aiutiamo il Nepal





E' possibile inviare qualsiasi contributo alla Fondazione "Senza frontiere Onlus", a favore del
Rarahil Memorial School di Kirtipur (Katmandu) fondata da Fausto De Stefani
fotografo e alpinista, noto per aver salito tutte le 14 vette oltre gli 8.000 metri, da sempre impegnato in progetti umanitari e di tutela ambientale.
La Fondazione provvedera' a stornare i fondi per il soccorso ed il sostegno alle popolazioni terremotate del Nepal,
Queste le modalita':
BANCABonifico presso la Banca di Credito Cooperativo di Castel Goffredo (MN):
CIN M C. ABI 08466 C.A.B. 57550 C/C 8029 (Codice IBAN: IT 27 M 08466 57550 000000008029)
Oppure presso
 
Unicredit Banca Filiale di Castel Goffredo
C/C 101096404
(Codice IBAN: IT 79 Y 02008 57550 000101096404)

POSTAVersamento sul c/c postale 14866461
(Codice IBAN: IT 74 S
07601 11500 000014866461)

Il versamento va intestato a:
Fondazione Senza Frontiere - Onlus
Via S. Apollonio n. 6 - 46042 Castel Goffredo (MN)
 Codice Fiscale n. 90008460207

venerdì 27 febbraio 2015

Proiezione da non perdere!!!


Cinema REALE Via Carrara 2, Terni



Sabato 7 marzo 3° appuntamento della rassegna Cinema REALE, in collaborazione con il "Comitato No Inceneritori" di Terni e "Mountain Wilderness Umbria". 
 
Ore 20.00 apericena offerto da Mercato Brado
Ore 21.00 proiezione di Green Lies alla presenza del regista Andrea Paco Mariani.

Il documentario indipendente che racconta il lato oscuro delle energie rinnovabili in Italia indagando i rischi della speculazione sulla Green Economy.
Il film è stato realizzato grazie al crowdfunding, la campagna di finanziamento popolare.