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lunedì 3 settembre 2012

Cambia.menti

Come sempre, da un momento all'altro, repentinamente, un temporale si porta via l'estate.
Ma stavolta e' bello ed atteso, tanto sospirato quanto temuto. Osservo la pioggia e la vedo bonaria, piano piano cade e riumifidfica il suolo tormentato da siccita' e incendi, e forse ce la faremo a salvare ancora qualcosa dal disastro dell'uomo.
Si', sia quello climatico di questa estate impazzita e siccitosa (che e' l'effeto deigli infiniti danni dell'uomo al pianeta); sia quello ancor piu' volontario dell'appiccare incendi.
E' stata un'estatae dolorosa nonostante (o forse proprio) per quel compatto cielo azzurro, privo di contrasti cromatici, in cui le uniche nubi eran quelle delle volute di fumi dei roghi dei boschi.
Ma adesso che faremo? Se la pioggia d'autunno diventera' scrosciante e rovinosa, se il cielo si mettera' in paro con precipitazioni che in un'ora coprono il fabbisogno idrico di mesi,...che faremo?
E' cosi' triste vedere che orami siamo ad un piunto di non ritorno in questa ospitalita' forzata che abbiamo imposto alla Terra: siamo non solo ingombrani, ma anche fastidiosi e dannosi, non riusciamo che aggiungere danni ai danni, non sappiaom piu' capire il tempo, le stagioni,  non sappiamo piu' convivere neppure con il nostro caldo mediterraneo senza attaccare automaticamente i deprecabili e abominevoli condizionatori. Chiusi in una spirale di cui non capiamo il senso: fa caldo accendo, produrro' inquinamento ulteriore, ma accendo, faro' innalzare ancor di piu' la temperatura del pianeta, ma accendo,...e cosi' all'infinito finche' morte non li separi.....

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